17 giugno 2018

L’evangelista Marco ci presenta le parabole del seme e del granello di senape per farci comprendere lo sviluppo inaspettato del Regno di Dio che Gesù annuncia tra difficoltà, ostacoli e rifiuto.

L’INIZIATIVA PARTE DA DIO. NOI SIAMO COLLABORATORI

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL ramoscello tagliato dalla cima del cedro e trapiantato su un alto monte per diventare un albero maestoso (I Lettura) simboleggia il popolo d’Israele decimato nei suoi vertici deportati in esilio, ma che non viene abbandonato. In prospettiva può anche simboleggiare il popolo cristiano riunito all’ombra dell’albero della croce di Cristo, verso cui guarda, ancora nebulosamente, il profeta Ezechiele per tenere desta la speranza del popolo perché resti fedele a Dio anche nella prova.
La parabola del granellino di senape (Vangelo) che diventa un grande arbusto, ci insegna che anche noi, se vogliamo che il seme della Parola di Dio ci cresca dentro, dobbiamo lasciarci maturare dalla sua forza più che dalla nostra bravura, ben sapendo che è sempre Dio a prendere l’iniziativa: è lui che decide dove e quando tagliare, piantare, seminare e far crescere. Noi possiamo liberamente collaborare accogliendo il seme della sua parola di salvezza e permettere che cresca nel nostro cuore. Solo così gli uccelli, cioè il nostro prossimo, vi troveranno accoglienza e solidale riparo.

Vito Di Luca, ssp

GESÙ, «IL SALVATORE»

“Crocifisso” (particolare), Chiesa san Giovanni Battista, Tomba Extra, Verona. Foto Orlando Zambello.
IL titolo di «Salvatore» è già racchiuso nel nome Gesù, che nella lingua ebraica esprime l’idea della salvezza: Gesù, infatti, significa: «il Signore salva».
Tutta la storia biblica è la narrazione della salvezza che Dio offre al suo popolo liberandolo dalla schiavitù dell’Egitto e introducendolo nella terra della promessa, la terra della libertà.
La salvezza che offre Gesù è quella che ci libera dalla schiavitù del peccato e dal potere della morte, come l’evangelista Matteo spiega il nome di Gesù: «Tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21). È perciò nella persona di Gesù che la salvezza trova la sua piena realizzazione.
Nei libri del Nuovo Testamento, che ci sono stati trasmessi nella lingua greca, il termine «Salvatore» è reso con Sotèr: «Oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore [= Sotèr], che è Cristo Signore» (Lc 2,11). Questo era il titolo che veniva attribuito agli imperatori romani, considerati i portatori della pace e della salvezza di cui godevano le popolazioni del loro vasto impero.
Riferendolo a Gesù di Nazaret, le prime comunità cristiane professavano la fede che solo in lui e non nell’imperatore di Roma e in nessun altro viene offerta la salvezza: «In nessun altro c’è salvezza: non vi è infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12).

Don Primo Gironi, ssp, biblista

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, riuniti nel giorno del Signore, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera perché possiamo essere aperti alla sua Parola di salvezza.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per la santa Chiesa di Dio, perché continui ad annunciare con franchezza il seme della Parola di Dio nel cuore degli uomini. Preghiamo:

2. Per gli uomini di buona volontà, affinché possano godere dei frutti delle loro buone azioni dalla giovinezza fino al tramonto della vita. Preghiamo:

3. Per i sofferenti nel corpo e nello spirito, perché la debolezza della condizione umana apra il loro cuore e li porti a confidare sempre in Cristo, Medico celeste. Preghiamo:

4. Per noi qui riuniti, perché la speranza delle nostre comunità si fondi sempre di più in Cristo, vero seminatore e tutte le nostre motivazoni siano purificate dallo Spirito Santo. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - O Padre, roccia di salvezza per i tuoi figli, donaci di riconoscere i segni della tua presenza in mezzo a noi, affinché possiamo renderti la lode per la tua fedeltà. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen

XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

18 L Sii attento, Signore, al mio lamento. Non passare mai accanto a qualcuno con indifferenza, non abbandonare chi chiede aiuto, non lasciare mai nessuno solo nelle difficoltà. Al contrario, cercare di alleviare le sofferenze e le preoccupazioni dei fratelli. S. Gregorio Barbarigo; S. Calogero; S. Leonzio. 1Re 21,1b-16; Sal 5,2-3.5-7; Mt 5,38-42.

19 M Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato. Ai discepoli di Gesù è chiesto di compiere un salto di qualità nell’amore ai fratelli. Non basta comportarsi bene con quelli che già ci amano, ma serve superare le resistenze e le incomprensioni e amare in modo incondizionato. Allo stesso modo, con cui Dio ama l’uomo. S. Romualdo (m.f.); Ss. Gervasio e Protasio. 1Re 21,17-29; Sal 50, 3-6.11.16; Mt 5,43-48.

20 M Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore. La discrezione, il nascondimento, l’elemosina che non offende la dignità della persona e non umilia chi la riceve. È questa la carità che il Signore vuole da noi. Chiede che sia animata da quell’amore che non ricerca la pubblicità e l’adulazione S. Gobano; S. Giovanni da Matera; B. Margherita Ebner. 2Re 2,1.6-14; Sal 30,20.21.24; Mt 6,1-6.16-18.

21 G  S. Luigi Gonzaga, religioso. Memoria (bianco). Gioite, giusti, nel Signore. La nostra preghiera a Dio sia come quella di un figlio nei confronti del Padre: semplice, umile, affettuosa. Senza ricorrere a formule sterili o a preghiere autocompiacenti che ritraggono un’immagine divina fuorviante. S. Rodolfo; B. Tommaso di Orvieto. Sir 48,1-14; Sal 96,1-7; Mt 6,7-15.

22 V Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua residenza. Il nostro futuro è in Cielo, dove Cristo ci attende per questo conviene accumulare tesori dove vivremo per l’eternità e non metterli da parte su questa terra, perché un giorno dovremmo lasciarli ad altri. S. Paolino da Nola (m.f.); Ss. Giovanni Fisher e Tommaso More (m.f.). 2Re 11,1-4.9-18.20; Sal 131,11-14.17-18; Mt 6,19-23.

23 S La bontà del Signore dura in eterno. Il messaggio del Vangelo odierno è essenziale: affidarsi a Dio in tutto e per tutto, perché a lui non sfugge niente e ha a cuore il destino delle sue creature. Egli si occupa anche delle più piccole cose che riguardano l’uomo. S. Giuseppe Cafasso; S. Lanfranco; B. Maria R. Cimatti. 2Cr 24,17-25; Sal 88,4-5.29-34; Mt 6,24-34.

[24 D Natività di S. Giovanni Battista. Solennità (bianco). Messa del giorno. (S. Teodolfo) Is 49,1-6; Sal 138,1-3.13-15; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80].

Nicola Gori

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Annunceremo il tuo regno (614); Tutta la terra canti a Dio (748).
Salmo responsoriale: Ritornello. Vita e benedizione (308); E.M. Beraudo.
Processione offertoriale: O Dio dell’universo (308).
Comunione: Grazie ti voglio rendere (656); Terra promessa (735).
Congedo: Giovane donna (579).

ACCOMPAGNAMENTO
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